Civico aperto alla città: da noi anche la sede di Abio Cremona

Si sono trasferiti al nostro Civico da poco. Il covid ha modificato le loro attività, ma loro non si sono mai fermati. Hanno continuato a stare vicino, anche a distanza, ai bambini ricoverati in ospedale. Ora, anche presso i nostri spazi, si preparano ad una nuova stagione di attività. Sono i volontari di Abio Cremona, circa 40 persone, che si adoperano per rendere meno traumatico il ricovero dei bambini presso il reparto di Pediatria e quello di Neuropsichiatria infantile, attraverso l’ascolto, il gioco, la presenza discreta e il sostegno alle famiglie. Abbiamo disturbato la Presidente, Nella Martone, che, entusiasta, comincia: “è sempre un piacere parlare di Abio!”.

 

Perché avete scelto proprio il Civico per la vostra nuova sede?

“Prima avevamo la nostra sede presso l’ospedale che però non può più essere sede legale per le associazioni, dunque abbiamo dovuto cercarci un’altra casa. Abbiamo pensato al Civico perché ci è sembrato un posto di incontro tra realtà diverse, l’ideale per noi”.

 

Quali attività fate presso i nostri spazi?

“Prima del covid avevamo preso accordi per tenere da voi tutte le riunioni di consiglio che teniamo periodicamente, poi con l’emergenza sanitaria abbiamo sospeso. Adesso però il 18 settembre avremo lì la nostra assemblea. Gli spazi sono adatti anche ai protocolli di sicurezza”.

 

Tra poco ci sarà la giornata nazionale di Abio…

“Il 26 settembre. Eravamo abituati a portare questa nostra festa nelle piazze. Quest’anno verrà fatta con una nuova formula, on-line. Per dire che comunque Abio c’è ed è pronta a tornare…”

 

Come Abio ha vissuto questa emergenza sanitaria?

“Le attività in presenza presso l’ospedale sono ancora ferme e non sappiamo ancora quando potremo riprendere. Da distanza, però, non abbiamo mai interrotto la nostra attività. Abbiamo realizzato un angolo allattamento presso la Neuropsichiatria infantile, abbiamo mandato ai reparti delle decorazioni plastificate, pulite e sanificate, per rendere più belli gli ambienti e far sentire comunque la nostra presenza. Abbiamo condiviso sui nostri canali storie, giochi e attività che potevano essere realizzate dai bimbi e dalle famiglie. Ci siamo ripensati, ma non ci siamo mai fermati”.

 

Quali sono gli obiettivi che vi date per i prossimi mesi?

“Accrescere il numero dei volontari. Prima del covid, avevamo già fatto partire un corso che è obbligatorio per diventare volontari Abio. L’abbiamo dovuto interrompere e ora dobbiamo capire come riprendere. Di solito eravamo nei reparti tutti i pomeriggi e una sola mattina, ma l’ospedale ci aveva chiesto di aumentare la nostra presenza. Per farlo servono più persone.. E poi, sicuramente, un altro obiettivo è capire come riprendere l’attività in presenza in ospedale in totale sicurezza”.

 

Perché in questo momento la vostra mancanza fisica sicuramente si sente…

“Abio c’è a Cremona da 20 anni. Siamo un realtà consolidata e apprezzata. In questo momento il nostro dispiacere più grosso è non poter essere vicini fisicamente ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Ma ci stiamo mettendo davvero tanto impegno per non farli sentire soli e per studiare le modalità più sicure e più adatte per poter ricominciare…”

 

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