“Entriamo in casa in punta di piedi mettendo al centro le persone”

“La nostra non è solo un’assistenza sanitaria. Fare un intervento domiciliare, entrare in casa, vuol dire venire in contatto con le difficoltà, le paure, le preoccupazioni di chi assistiamo e delle famiglie. Entriamo in punta di piedi perché comunque siamo ospiti e ci mettiamo al servizio, stando attenti a porre sempre al centro le persone”.

Anna Santi è responsabile dell’Assistenza Domiciliare Integrata di Cosper, servizio accreditato presso Regione Lombardia. L’ufficio è al piano terra del Civico 81 di via Bonomelli e non si è mai fermato durante questa emergenza sanitaria, anzi è stato in prima linea nel continuare a stare accanto (in sicurezza) alle persone con problematiche che non sono certo scomparse con il coronavirus. Ci sono i ragazzi tetraplegici che hanno bisogno di un intervento continuativo di fisioterapia, gli anziani che non riescono a uscire di casa per fare i prelievi prescritti o chi ha una disabilità temporanea, magari dopo un intervento, e necessita di cure al domicilio.

“Abbiamo circa 90 persone che seguiamo con assistenza infermieristica – spiega Anna – e 50 con assistenza fisioterapica o di logoterapia o di terapia occupazionale, quella che aiuta le persone colpite per esempio da ictus a ricominciare una nuova vita a casa. In più facciamo una cinquantina di prelieviQuesti i numeri prima del Covid. Durante la prima fase dell’emergenza, in accordo con alcuni utenti, abbiamo sospeso alcune prestazioni differibili, ma la maggior parte, soprattutto quelle infermieristiche, sono continuate con tutti i presidi di protezione necessari. In questo momento, sempre in accordo con l’Ats, facciamo anche tamponi e misurazione saturazione al domicilio. I nostri operatori vanno nelle case bardatissimi: ci siamo attrezzati di mascherine, guanti, camici, calzari, visiere”. 

Sei infermieri, sette fisioterapisti, 1 professionista di terapia occupazionale, 1 logopedista e 1 O.S.S. per i servizi socio assistenziali, questo lo staff del servizio. Più due coordinatrici e una responsabile area, Anna appunto, che si occupa di Assistenza Domiciliare da quando è nato il servizio, nel 2004. “Penso – dice – ai bambini che assistiamo da quando siamo partiti e che adesso sono diventati adulti. Abbiamo condiviso con loro e con le loro famiglie percorsi di terapie, ma anche pezzi di vita. Perché quando si va in casa delle persone, si entra in contatto anche con aspetti non sanitari. Anche se abbiamo dei tempi da rispettare, io ho sempre chiesto a tutti di puntare sull’aspetto umano: cinque minuti in più, una ‘bagola’ e un occhio di riguardo per la persona. Questo accade anche al telefono con noi che siamo in ufficio: molti dei nostri pazienti li riconosciamo ormai dalla voce e spesso quando chiamano per il servizio facciamo quattro chiacchiere. Anche questo fa parte del nostro lavoro”. 

Un lavoro per il quale è centrale far parte del contesto del Civico 81. “Noi siamo sempre stati qui in via Bonomelli e abbiamo sempre fatto parte del Consorzio – conclude Anna – É una rete bella. Quando abbiamo bisogno di cercare nuove figure professionali ci rivolgiamo a Mestieri, alcuni medici di base che ricevono qui sono medici dei nostri utenti, se gli anziani hanno bisogno del pasto a domicilio proponiamo il servizio del BonBistrot. Fare rete ci ha aiutato anche in questo periodo di emergenza, per esempio per procurare i dispositivi di protezione individuale quando non si riuscivano a trovare. Il Consorzio è anche un aiuto per lo sviluppo di servizi e per la promozione. E poi – scherza – siccome siamo al piano terra, molti si affacciano per chiedere informazioni e così facciamo anche una sorta di portineria sociale…”. 

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Da sinistra Chiara, Anna e Valentina nell’ufficio al Civico 81
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